La realtà indiscussa è che dobbiamo riconoscere l’influenza delle persone, dei dj, dei cantanti, degli artisti in generale, oltre che delle istituzioni, che spesso affrontano serenamente e seriamente il discorso scientifico sul cambiamento climatico prima a proprio vantaggio e poi in favore dell’opinione pubblica, a costo di rischiare quello scivolone chiamato greenwashing. Accade ovunque. Accade nel mondo dell’intrattenimento. Accade nella nicchia della nicchia e quindi nel comparto della musica dance elettronica, quella che va dal mainstream all’underground più oscura.
Beatport ha in catalogo decine e decine di brani sul tema del cambiamento climatico o con varianti che dal titolo ne richiamano il concetto. Gocce in un oceano, comunque, alla faccia della sensibilizzazione degli eco attivisti. I protagonisti della musica elettronica non sono così generosi di produzioni, quando si tratta di affrontare il discorso del cambiamento climatico. Peccato. Che occasione persa. Così abbiamo fatto un po’ di fatica per racimolare il meglio di quello che il mercato offre sul fronte della salvaguardia del pianeta e della razza umana. Ma ce l’abbiamo fatta, comunque. Eccoli, allora, i dieci brani che nelle ultime decadi hanno toccato fortemente il tema dell’ambiente.
Cerrone – ‘The Impact’
Avremmo potuto assolutamente aprire questa lista con il successo disco di Cerrone del 1977, ‘Supernature’. L’artista francese stava affrontando il danno ecologico prima ancora che frasi come riscaldamento globale e cambiamento climatico fossero ampiamente usate. Abbiamo invece selezionato ‘The Impact’, sorta di follow-up di ‘Supernature’ e del 2019. “Ogni giorno impattiamo sul pianeta. Però non abbiamo ereditato questo pianeta dai nostri genitori: lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli”, diceva Cerrone in una vecchia intervista.
Kelly Lee Owens – ‘Melt!’
Il coinvolgimento nel cambiamento climatico è qualcosa che è in corso da molto tempo. Questo almeno è quanto crede Kelly Lee Owens, artista che pensa che la gente si stia rendendo conto della verità e della dura realtà del collasso climatico. Nel suo album, ‘Inner Song’, tre dei dieci brani esaminano il cambiamento climatico e la natura, e ciascuno è centrato su un diverso punto di vista musicale. ‘Re-Wild’ è R&B mentre ‘Wake-Up’ è una canzone pop elettronica i cui archi, secondo Owens, rappresentano il suono della terra e della natura che, insieme, gridano e si disperano. ‘Melt!’ invece è un pezzo potente e da club.
Coldcut & Hexstatic – ‘Timber’
Da quando è entrato in carica nel gennaio del 2019, Jair Bolsonaro, il presidente brasiliano, ha supervisionato, sullo sfondo dei diffusi incendi nel paese, enormi aumenti della deforestazione e un freno alla tutela dell’ambiente. Fondamentalmente, sembra credere che il cambiamento climatico in realtà non sia un problema. Questo non è il futuro che Coldcut e Hexstatic speravano quando scrissero ‘Timber’ nel 1997. Il brano così trasmette un senso di profonda tristezza e perdita, in un momento in cui i tassi di deforestazione amazzonica restano ai massimi storici. Il modo più rapido per assorbire l’intensità del messaggio qui è guardarne il video, sincronizzato ed editato con uno di Greenpeace.
Boreal Massif – ‘Weather In August’
Essere coinvolti in ‘We All Have An Impact’, album del 2019 da cui proviene ‘Weather In August’, è normale. Grazie a un livello e a un’efficacia diretti sul versante della composizione e della scrittura. Pessimist e Loop Faction, usando l’alias Boreal Massif, combinano ambient, drum & bass, registrazioni sul campo e, soprattutto, trip-hop per produrre atmosfere così dense di tensione fumosa di cui gli stessi Massive Attack ne sarebbero orgogliosi. La tensione risuona ancor più quando si entra nel tema dell’album stesso: la distruzione del mondo, della natura e dei nostri ecosistemi. L’idea è stata quella di utilizzare suoni contrastanti proprio per rappresentare la collisione tra l’uomo e la natura.
Massive Attack feat. Horace Andy – ‘Hymn Of The Big Wheel’
“Siamo preoccupati di realtà come l’inquinamento”, disse nel 1991 Robert Del Naja dei Massive Attack al magazine NME. Solo che la band di Bristol non avrebbe voluto scriverne in modo così ovvio. “Non abbiamo soluzioni ai problemi”. Del Naja parlava di ‘Hymn Of The Big Wheel’, la splendida chiusura di ‘Blue Lines’, l’iconico album di debutto del gruppo. La canzone è stata immaginata come un padre che racconta a suo figlio il tipo di ‘futuro ecologico’ che potrebbe aspettarlo. “La ruota continua a girare, il cielo si sta riorganizzando”, cantava Horace Andy. “Guarda, figlio mio, il tempo sta cambiando”.
Jayda G – ‘Orca’s Reprise’
Il pubblico ha difficoltà a comprendere alcuni concetti sul cambiamento climatico perché c’è una importante disconnessione tra la vita di tutti i giorni e il mondo naturale. Questo aveva detto Jayda Guy al quotidiano The Guardian. In realtà, voleva solo colmare o almeno sottolineare il divario e invocare empatia per il mondo naturale. Guy è nella posizione ideale per fare questa osservazione: è una scienziata ambientale che ha conseguito un master in gestione delle risorse e dell’ambiente. La sua tesi esplorava gli effetti delle sostanze chimiche sulle orche nel Mare Salish, al largo della costa occidentale del Canada.
Chris Korda – ‘Changing Climate’
“Salva il pianeta. Ucciditi”. E ancora: “Non procreare”. E poi: “L’estinzione umana, finché ancora possiamo”. L’artista americano Chris Korda ha quella che si potrebbe definire una posizione estrema e provocatoria sulla questione del cambiamento climatico. Gli slogan in apertura provengono dalla Church Of Euthanasia, l’organizzazione religiosa “antiumana” fondata dall’artista negli anni ’90. Attraverso la house e la techno, Korda ha detto molto anche attraverso ‘Apologize To The Future’, un album interamente dedicato alle questioni cruciali del 21° secolo: dal cambiamento climatico alla disuguaglianza economica, dall’ingiustizia intergenerazionale all’antinatalismo passando dalla singolarità e arrivando all’estinzione umana.
4hero feat. Ursula Rucker – ‘Loveless’
Per i testi artigianali e sofisticati meglio fare un salto di qualità e rivolgersi alle performance vocali di Ursula Rucker. In ‘Loveless’ dei 4hero l’artista statunitense, che ha una lunga storia di collaborazioni con artisti dance, è in tutto e per tutto la figura di Madre Terra in questo brano del 1998 che ha aperto ‘Two Pages’, album che portò i 4hero alle nomination dei Mercury Prize. La cadenza poetica della cantante si rispecchia dalla struttura e dal ritmo drum & bass della band. Le linee del Rhodes seguono motivi di uno scroscio di una cascata. Gli accordi sussultano e il contrabbasso sembra scivolare via e scoppiare poi.
Blanck Mass – ‘Creature’ / ‘West Fuqua’
Il consumismo ci sta avvelenando. Sta uccidendo il pianeta. Questo è il tema alla base di ‘Animated Violence Mild’, il quarto album dei Blanck Mass. Non è un ascolto facile, il suo, e Benjamin John Power, che è anche metà della band dei Fuck Buttons, incanala gli eccessi della cultura consumistica in un gigantesco mix di trance da club, dance da stadio, hardcore da festival e noise terror da rave. È un album traboccante di stati d’animo plastici e di totale disprezzo per ciò che la nostra ricerca di cose sta facendo al pianeta. In questa nostra religione post-industriale e post-illuminista trova spazio il manifestare dei Blanck Mass, un lungo serpente del consumismo che ora ci avvolge e travolge.
Radiohead – ‘Idioteque’
I musicisti in tournée, la cui impronta di carbonio supera di gran lunga quella della persona normale, riescono a parlare apertamente del cambiamento climatico? Mah. Questa è una domanda a cui non vogliono rispondere in molti. Era rivolta come una lettera aperta firmata da personaggi famosi tra cui Jude Law, Benedict Cumberbatch, Mel B e il frontman dei Radiohead Thom Yorke. Conclusione? Le star avevano dato addosso ai giornalisti che avevano dato degli ipocriti a tutti i protagonisti del settore. E forse avevano ragione. Così i grandi nomi dell’intrattenimento si stanno muovendo invitando tutte le persone con piattaforme e profili a unirsi e condividere un pensiero. Lo dimostra anche ‘Idioteque’, singolo tratto dall’album ‘Kid A’ dei Radiohead e molto amato dai dj.
29.09.2024