Foto: Roberta Marciello
Dopo la bella esperienza dell’anno scorso, abbiamo deciso di tornare a Snowland Livigno Music Festival per l’edizione 2024.
La città è meta turistica estremamente apprezzata grazie alle diverse attività che riesce ad offrire. Di giorno è possibile sfruttare le piste da sci (sono ancora aperte nonostante la stagione primaverile inoltrata), sfruttare sentieri in mezzo alla natura per lunghe passeggiate, o percorsi in bicicletta. Anche il relax è garantito grazie alla presenza di spa e wellness centre. A questa offerta by day, si contrappone l’offerta by night di Livigno, che con i suoi locali è sempre in grado di proporre divertimento fino a tarda notte.
L’evento principale (sì, perchè alla fine delle tre giornate non sono mancati gli after party all’Alpen Resort che hanno permesso di proseguire la festa fino alle prime luci del mattino) si è svolto ovviamente a Livigno in Località Passo Eira dal 25 al 27 aprile. La location è molto suggestiva, si trova infatti tra le montagne circondata dalle piste da sci e dallo stage è possibile ammirare un orizzonte degno di nota. Anche quest’anno è stato scelto che fosse un solo palco ad accogliere tutti gli artisti, ma a differenza del precendente, lo stage era molto più profondo e soprattutto il primo giorno che non si era abituati, durante i set dei dj è parso un po’ “vuoto”, nel senso di non sfruttato al massimo. All’interno dell’area del festival, oltre al tendone che ospitava la parte musicale, c’erano diverse postazioni food and drink e una sorta di Igloo (la collaborazione con Nameless Festival si è notata in diverse situazioni) che al suo interno offriva invece diverse attività come barber shop, jacuzzi, photo booth e postazioni trucco.
Foto: Davide Taglini
Giorno 1: Dopo il set di Przi, che ha suonato anche con il suo nuovo alias Padma San durante l’after con un set forse più libero da schemi e davvero divertente, è stato il turno degli Articolo 31. J-Ax e Dj Jad si sono presentati sul palco con il dj Fabio B, una corista, l’amico di sempre Space One e Mark The Hammer alla chitarra. Arrivati però in ritardo, causa traffico, a intrattenere il pubblico è stato In-Style, dj che secondo la scaletta avrebbe dovuto suonare dopo di loro. Una volta saliti sul palco, la reunion ha suonato alcuni dei più grandi classici della propria carriera, intervallando la performance ad un paio di discorsi (un po’ troppo retorici a parere personale) sulla storia del gruppo. Nonostante siano riusciti a coinvolgere tutti i fan, l’intera esibizione è durata solo una quarantina di minuti circa, forse un po’ poco, quasi come se fossero venuti solo per ricordare un “noi ci siamo ancora, tra poche settimane esce il disco nuovo, non dimenticatevelo”.
A seguire è toccato a Edmmaro. Sarò ripetitivo, ma questo ragazzo ha un talento straordinario. È bravo, fa divertire, e il set è sempre tecnicamente tutto giusto. In console è a suo agio e riesce a trasmettere energia e passione. Credo che la frase più rappresentativa sia stata quella che mi ha rivolto una collega di un’altra testata: “io non conosco l’elettronica e non l’ho mai capita, ma dopo aver ascoltato Edmmaro credo proprio le darò una chance“. Chapeau. Poi la pista si è infiammata con Maddix e i suoi bpm, e infine con Alok. Il dj brasiliano che da anni è nelle posizioni più alte della DJ MAG Top 100 Djs, ha suonato un po’ revival nostalgico delle hit elettroniche degli anni rivisitati in chiave più moderna. Non il set della vita, ma bene così.
Foto: Roberta Marciello
Giorno 2. Come lo scorso anno la seconda giornata è stata quella dedicata alla musica techno: dopo il riscaldamento di Reebs, lo stage è stato affidato a Paco Osuna, un grande professionista perchè, nonostante la fama che lo precede, ha iniziato a suonare davanti a pochissime persone a causa dell’orario, senza lamentarsi e riuscendo a portare sotto il tendone sempre più pubblico col passare del set. Poi il leggendario Ricky Le Roy e Frenzy (entrambi hanno suonato poi all’after) e infine Deborah De Luca. La dj napoletana era tra gli artisti più attesi di questa edizione e in questa nuova veste hard techno, contornata da remix anche di canzoni come ‘I p’ me, tu p’ te’ di Geolier, ha conquistato tutti. Una delle esibizioni più apprezzate è stata quella di Oozicky (in b2b con Ricky Le Roy): dalla melodic techno all’Afterlife a tutto il filone proveniente da Metempsicosi.
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Giorno 3. Sicuramente la giornata più eterogenea a livello di nomi. Infatti si è partiti con SLVR, per poi passare alla tech house di Reygel. Poi è stato il turno di Rudeejay, che se l’è giocata abbastanza facile con i mash up in chiave hard techno e psy trance di quasi tutti i singoli pop usciti negli ultimi dieci anni. Non è il mio mondo, e sinceramente faccio fatica a capire come un set di questo tipo possa coinvolgere a lungo. Tecnicamente però ha fatto un buon lavoro e, anche se, a parere personale, ha estremizzato “lo spirito vocalist”, lui sul palco è uno showman e tra richieste di poghi e salti, lo stage era pieno di gente, e quasi tutti con il sorriso. Ultima considerazione che però è una domanda che vorrei porre a qualsiasi dj nel mondo: ‘Opus’ di Prydz, se non sei Eric Prydz, ti prendi davvero la responsabilità di suonarla? Senza entrare nel merito di “originale”, “remix” o “mash up” (come in questo caso con ‘100 Messaggi’ di Lazza).
È stata poi la volta della trap e del rap firmato prima Artie 5ive e poi Anna. Sinceramente fatichiamo non poco a comprendere il concetto “moderno” di live in cui c’è la canzone in sottofondo e le parole cantate nel microfono sono una percentuale ridicola rispetto all’intero testo, ma entrambi sanno stare sul palco molto bene. Gli ultimi tre act in cartellone hanno riportato la musica elettronica protagonista prima con Marnik, poi con l’euforia delle Nervo, e infine con la future rave di Morten. Alla fine del set del danese c’è stato spazio per l’annuncio immediato delle date della prossima edizione, e dei fuochi d’artificio per celebrare la conclusione di Snowland Livigno Music Festival 2024. Poi all’after, tra gli altri, si sono scambiati la console prima Merk & Kremont e infine Edmmaro.
Foto: Giovanni Gasperini
La considerazione finale sull’evento è molto semplice. Snowland non è certo il festival in grado di portare i nomi più grossi del panorama internazionale, ma forse non interessa nemmeno, perchè non è quello l’obiettivo. Questa tendenza di – permettete il neologismo – “coachellizzare” gli eventi unendo sempre più generi musicali può non essere apprezzata o condivisa, ma è una scelta furba e intelligente, perchè in grado di attirare più pubblico possibile e contemporaneamente di avere una visione a 360 gradi di quello che è la musica in questo determinato momento storico: il mercato è veloce come non mai, l’attenzione è bassa e forse questi continui cambi che magari sembrano destabilizzare alcuni, permettono di avere una presa maggiore sul grande pubblico. E se questo è l’obiettivo, possiamo garantire che è stato centrato, perché a a Snowland, in un modo o nell’altro, tutti si sono divertiti.
Come già anticipato prima, sono già state annunciate le date per la prossima edizione: Snowland Livigno Music Festival tornerà nel 2025 il 25, 26 e 27 aprile.
02.05.2024